Facebook: troppi problemi

ottobre 13, 2009 · Filed Under Senza categoria 

Come ogni mattina stavo leggendo le mie consuete news in giro per la rete, e ho trovato molto interessante quanto pubblicato dall’Ansa che trovate qui e che riporto sotto:

Facebook miniera per ladri d’identità

Allarme degli esperti, pericoloso pubblicare nome e data nascita
 
Facebook, allarme sicurezza

 

SYDNEY – I siti di social network come Facebook sono “una miniera d’oro” per i ladri di identità, e basta pubblicare nome e data di nascita per consentire a truffatori internazionali di saccheggiare il conto in banca. L’avvertimento viene da un simposio di esperti internazionali, cominciato oggi nella Gold Coast in Australia, dedicato alle ultime innovazioni nella lotta alla crescente minaccia globale dei furti di identità.

I truffatori internazionali, spiegano gli esperti, passano al vaglio il web e usano tecnologie avanzate di ordinamento dati per costruire innumerevoli profili personali da sfruttare. I loro hacker scrivono programmi per rastrellare dati personali e costruire massicci archivi di identità da sfruttare. “Informazioni apparentemente benigne come data di nascita, posto di lavoro e dettagli della famiglia valgono oro per chi vuole rubare un’identità”, ha detto il commissario per le operazioni speciali della polizia del Queensland, Ian Stewart. La quantità di informazioni personali che può essere ricavata dai siti sociali “é allarmante”, ha dichiarato. Sono in forte aumento anche i casi di skimming la ’scrematura’ dei dati per la clonazione di carte bancomat e di credito, con più 200 saccheggi registrati quest’anno in Australia. E’ rappresentata al simposio anche la polizia della Romania, ritenuta la base di un racket globale di skimming, per aiutare i colleghi ad affrontare il problema. L’ispettore capo Elvis Tudose ha avvertito che l’Australia viene vista come obiettivo soft, dati gli alti limiti di prelievo e la tecnologia poco avanzata dei suoi bancomat. 

Fonte Ansa
 

Altro articolo interessante, sempre riguardante Facebook è quello pubblicato dalla Stampa (che trovate qui) e che riporto sotto:

 

“Occhio ai «fake» sul social network Facebook. Sono i falsi profili e i falsi gruppi messi online da persone che violano nomi e marchi dei loro legittimi proprietari nel tentativo di ingannare gli altri utenti, innescando così una sorta di catena di Sant’Antonio senza fine.
A lanciare l’allarme è il mensile dedicato al mondo del lusso World & Pleasure che alcuni mesi fa aveva scelto Facebook come strumento di aggregazione e di comunicazione online e che oggi è diventato esso stesso vittima di un furto d’identità e di un uso indebito del proprio nome da parte di terzi. Il magazine è infatti «bersaglio» di persone che spacciandosi per «amministratori» di un gruppo denominato «Aspiranti top model per World & Pleasure magazine» lasciano intendere che attraverso questo gruppo sia possibile diventare top model e realizzare servizi fotografici per il magazine, il cui nome è protetto da copyright nonchè marchio registrato di testata iscritta presso il Tribunale di Roma e registrata anche presso il ROC e non ha niente a che vedere con questo fantomatico gruppo. Di qui l’invito di World & Pleasure agli utenti a non aderire al gruppo che si propone e che è già stato segnalato alle competenti autorità.
Ma questa violazione su Facebook non è neanche l’unica: gli abusi sul social network sono ricorrenti e spaziano dall’abuso del nome alla pubblicazione di fotografie senza il preventivo consenso del titolare dei diritti di riproduzione, dalla diffusione virale di informazioni non ufficiali allo spamming. Secondo una ricerca di Cloudmark, leader mondiale nei servizi per la sicurezza della messaggistica via Internet, in America i «fake» si nasconderebbero in una percentuale che raggiunge addirittura il 40 per cento delle nuove iscrizioni su Facebook.
In Italia siamo su percentuali molto elevate: secondo una ricerca realizzata dal Cenispes – Centro Italiano di Studi Politici Economici e Sociali, i «falsi» nostrani su Facebook costituirebbero il 20 per cento del totale. In molti casi si tratta solo di privati cittadini che hanno trovato un modo per divertirsi sfruttando ed abusando dei nomi dei Vip. Anche se per la verità ci sono casi in cui non si tratta solo di un semplice furto d’identità.”
 
Fonte “La Stampa
 
 
Discutendo sul primo articolo, ossia quello dell’Ansa, devo dire cha l’aspetto è alquanto preoccupante, ed è un motivo per il quale nutro forti perplessità nei confronti di Facebook. Il furto d’identità, infatti, non è un problema di poco conto e non è per nulla da sottovalutare a causa di molteplici aspetti di cui non mi sto a dilungare, ma varie possono essere le casisistiche.
Sul secondo aspetto devo dire che Twitter risulta essere meglio organizzato, soprattutto per quanto concerne i personaggi famosi, ma non solo, con il suo account verificato, attraverso il quale viene accertata l’identita del soggetto che ha interesse a farlo. Con l’account verificato compare in alto a destra (vicino al proprio nome) un bollino con una spunta e con la scritta “acccount verified”. Per l’accertamento dell’identità basta compilare l’apposito modulo, con gli estremi per contattare la persona e poi il personale di Twitter provvederà alla verifica (qui tutte le istruzioni). L’ Account Verified è usato da molti personaggio dello sppettacolo, soprattutto star di holliwood che hanno un account su Twitter, quali Ben Stiller, Arnold Schwarzenegger, Hillary Duff, Demi Moore, Denny De Vito, Etc.  Il tutto con una maggiore certezza della fonte e a tutto vantaggio dell’utenza.

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